Talos l'ombra del faraone

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UNA TRAMA INCOERENTE PER UN FILM A METÀ TRA HORROR E INTRATTENIMENTO.

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In tempi dove la storia e le leggende sembrano essere uno dei temi preferiti dai film in uscita, una nuova versione della mummia potrebbe sembrare un'inutile operazione, ennesima replica delle storie portate sullo schermo negli ultimi anni. Così è, se è necessario dare un giudizio su Talos. Non va sottovalutato, tuttavia, che questo progetto risale al 1998, quando molti suoi predecessori. non avevano ancora preso vita. 
La storia è nota. All'inizio del secolo un archeologo scopre in Egitto la tomba di un Faraone, Talos. Come da copione tutti i partecipanti alla spedizione muoiono senza spiegazione. La scena si trasferisce a Londra nel 1999, pochi giorni prima dell'allineamento dei pianeti del sistema solare, e improvvisamente le bende della mummia di Talos, spariscono dal British Museum dove sono conservate. Alcune morti, avvenute nei giorni seguenti, fanno pensare a un serial killer, ma il detective Riley, sospetta qualcosa di molto più grande. The Mummy lives!
Scrivere in sintesi di questo film non riesce a trasmettere l'incoerenza della trama, e i molteplici riferimenti a numerosi film horror e di genere. I colpi di scena a raffica (ingiustificati), le bende maledette, via di mezzo fra una tarantola di carta e uno spiritello, le esigenze da copione risolte ingenuamente anche da un regista di mestiere come Mulcahy, frullate insieme a un tocco di trash, hanno dell'assurdo e rischiano di annoiare lo spettatore. Ma Talos non è un film di intrattenimento come il recente La Mummia, e tantomeno un film horror, e in alcune sequenze, non potrà non far ridere i più smaliziati